250 persone da 90 organizzazioni contadine, ambientaliste e della società civile si sono riunite a Roma dal 1 al 3 marzo per la Conferenza Contadina presso la Città dell’Altra Economia

Anche una piccola delegazione di Edera ha partecipato a “Cambiare il campo. Conferenza contadina per la convergenza agroeconomica e sociale”, che si è svolta a Roma, dal 1 al 3 marzo 2024.

Un’occasione di confronto per la difesa, la diffusione e il rafforzamento di alternative contadine e agroecologiche alla filiera del cibo industriale; tre giorni di dialogo tra contadine, attiviste, ricercatrici, abitanti delle città e delle zone rurali, associazioni, esperienze di economia solidale, di movimenti per l’ambiente e per la giustizia sociale.

La conferenza è stata organizzata dal basso dal “Collettivo per una Convergenza Agroecologica e Sociale”, nato nella primavera 2023 sull’esperienza della manifestazione “Convergere per insorgere” di Bologna del 22/10/2022.

Nella prima parte della tre giorni abbiamo dialogato sui diversi temi che riguardano una vera transizione agroecologica: l’attuale sistema agroindustriale del cibo è causa di cambiamento climatico, distruzione dei territori, soppressione dell’agricoltura contadina, sfruttamento di lavoratrici e lavoratori, mancanza di reddito, scomparsa di una prospettiva di vita sana e socialità. Su cosa occorre lavorare per creare e diffondere un modello differente per produrre il nostro cibo e preservare la terra? Ecco allora i diversi tavoli di lavoro: ambiente e crisi ecologica; politiche agricole; scienza e innovazione dei sistemi alimentari; lavoro, reddito e diritti nei sistemi alimentari…

Noi abbiamo partecipato al tavolo “Costruzione di reti alimentari contadine e agroecologiche”. L’agroecologia non è soltanto un modo di coltivare la terra, ma un modo di vivere, guidato da precisi valori che riguardano anche la giustizia sociale. Come costruire un movimento per la trasformazione dei modi di vita dominanti (il capitalismo, il patriarcato…)? Esistono già molte piccole iniziative ed esperienze (mercati contadini, comunità di supporto all’agricoltura, empori autogestiti, gruppi di acquisto solidale, forni e laboratori di comunità, logistica autorganizzata, fiere ed eventi per lo scambio di prodotti e conoscenze…) che sul proprio territorio cercano di cambiare le regole del gioco, ponendosi come orizzonte la trasformazione dei sistemi agroalimentari come parte di una necessaria trasformazione sociale. Abbiamo provato ad individuare i temi prioritari e gli strumenti necessari per costruire una voce comune.
Il mondo delle food coop, che cercano proprio di costruire un’alternativa reale partendo dai comportamenti quotidiani delle persone, era rappresentato da Edera e da Camilla (Bologna). 

Nella seconda parte del convegno, si è ragionato sui limiti e sulle possibilità di dare una forma a questa “convergenza contadina” ad un livello nazionale. 

L’idea, infatti, è di avviar la costruzione di un movimento organizzato, in grado di agire contemporaneamente sul piano della politica istituzionale, dell’azione culturale e della lotta sociale. Gli obiettivi politici – si legge nella proposta condivisa dal collettivo al termine del convegno – potranno essere: organizzare iniziative di lotta condivise (manifestazioni, campagne politiche, resistenza, sperimentazione politica ecc.); costruire una voce collettiva, fatta di prese di posizione e strumenti di comunicazione comuni (social media, sito web, giornale, ecc); valorizzare, contaminare e potenziare le esperienze concrete di costruzione delle reti alimentari contadine.

Questo nuovo movimento dovrà necessariamente partire dalle reti e dalle realtà esistenti, che già agiscono per la conversione agroecologica, la costruzione delle reti alimentari contadine e la difesa dei territori. Un movimento che già ha il suo interno una grande varietà di idee, spesso non coincidenti: questo dato è da considerarsi una ricchezza e non un problema. 

Per questo diventa centrale lavorare sul metodo, più che sulla ricerca di una identità totale di vedute: cambiare il campo anche in ottica sociale e relazionale, oltre che nel senso letterale dell’espressione. Occorre darsi degli strumenti appropriati di risoluzione dei conflitti, facilitazione dei gruppi e comunicazione; implementare i sistemi sociocratici che lavorano secondo il principio generale della condivisione del potere, e la decostruzione delle forme di violenza etero-patriarcali, razziste, classiste e abiliste.

Questo processo prenderà avvio nei prossimi mesi, traghettato in un primo momento dal collettivo promotore. Intanto, è emersa una prima proposta concreta: la mobilitazione nazionale per fermare la deregolamentazione dei nuovi OGM in Italia ed Europa. Dal 25 aprile al 1° maggio  gli attori della convergenza si mobiliteranno sui territori per difendere il principio di precauzione e la libera scelta dei consumatori.

Per approfondire: https://cambiareilcampo.noblogs.org/