La comunità è più forte della paura

cooperativa, news, officina culturale

Centinaia di persone alla “Pastasciutta” per riaffermare, attorno a un piatto di pasta, che vale la pena esporsi contro la società della paura, che continueremo a costruire reti di mutuo soccorso, sostegno e memoria, e a dichiararci “Antifasciste”!

Le foto sono di Andrea Santoni @santansietta

Martedì 22 luglio 2026 nella piazza di Piedicastello, per il quarto anno, Edera – insieme a Richiedenti Terra – ha proposto alla città di Trento la Pastasciutta Antifascista: un evento che ci sta a cuore, perché gli ingredienti principali sono tre cose a cui teniamo molto: il cibo, la comunità e l’antifascismo.

La serata è iniziata con un dibattito sui CPR dal titolo “Diritti negati in nome della sicurezza, quale prospettiva per lɜ migranti in Europa e in Trentino?”: Chiara Lucchini e Francesco Lorini ci hanno aiutato a focalizzare qual è la vera sicurezza di una comunità: quella che nasce dalla cura.
Il programma è proseguito con i laboratori e le letture dedicate alle persone bambine, alcuni banchetti, e naturalmente con centinaia di piatti di pasta (vegana) offerti da Edera, come vuole la tradizione (leggi qui l’origine della festa). La serata si è conclusa con la musica di Luciano Forlese e di Johnny Mox.

Riprendendo le parole di Alcide Cervi, il padre dei sette fratelli partigiani: “Esiste un popolo che ogni anno si convoca attorno alla pastasciutta in bollore, la più bella parlata sulla caduta del fascismo”… Come ogni anno, è stato bello e importante riconoscersi in questo (nutrito!) popolo antifascista.
All’evento hanno contribuito, in diversi modi, alcune realtà locali, che hanno fatto diventare la voce della piazza ancora più corale.

Di seguito alcune foto e il saluto alla piazza da parte di Edera.

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Abbiamo pensato a più riprese cosa dire in questa piazza. Toppe le cose successe in quest’ultimo periodo di cui volevamo parlare. Le guerre che sconvolgono il mondo, il genocidio, un omicidio di stato…

Poi ci siamo dette che non serve elaborare chissà che pensiero. Serve che ci sentiamo coraggiose come chi aveva deciso di festeggiare in piazza l’arresto di Mussolini. Come chi 25 anni fa a Genova è sceso in piazza contro lo strapotere economico di pochi. Per “un altro mondo possibile”. Per il diritto di manifestare dissenso (che ci stanno togliendo, con la violenza usata contro chi manifesta, e con la legge “sicurezza” che criminalizza anche le proteste pacifiche). Per la libertà di dichiararsi antifascisti e anticapitalisti. Per affermare che non ci lasceremo governare dal fascismo, che produce abusi, paura, odio.

Oggi abbiamo voluto portare alla Pastasciutta il tema del CPR, dei diritti di chi migra, della vera sicurezza di una comunità, quella che nasce della cura. Dobbiamo continuare a interrogarci sul rapporto tra violenza di Stato, repressione e diritto al dissenso. La repressione non colpisce una persona soltanto, colpisce intere comunità, prova a isolarle e a convincerle che esporsi non valga la pena. Per questo continueremo a costruite reti di mutuo soccorso, sostegno e memoria.

E anche occasioni come questa (Pastasciutta) ci servono a riconoscerci, a fare memoria, a sentirci unite nella resistenza…sì, anche attorno a un piatto di pasta! La comunità è più forte della paura!

Qual è la storia di questa Pastasciutta? Perché siamo qui? 

I fratelli Cervi – diciamoli, per una volta, tutti i loro nomi: Gelindo, Antènore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio, Ettore – il 25 luglio del 1943, appena saputo della caduta di Mussolini, si procurarono quasi 400 chili di farina, e presero a credito burro e formaggio dal caseificio del paese, per fare la loro festa di piazza, a Campégine, in provincia di Reggio Emilia. Sebbene sapessero che la guerra non era davvero terminata, decisero di festeggiare comunque quel momento di pace dopo 4 anni di dittatura fascista.

La loro pastasciutta antifascista fu anche un miracolo di generosità, di volontariato e di organizzazione, e di lavoro: quel mix che serve anche a oggi, anche a noi, per fare un evento così. Oggi che viviamo in una Repubblica democratica fondata sul lavoro, quella Repubblica che i sette fratelli Cervi non hanno potuto festeggiare, perché sono stati ammazzati dall’odio nazifascista. 

La loro, la nostra è una PASTA per fare festa ma anche per dire BASTA. I sette fratelli Cervi avevano tra i 43 e i 22 anni. Alcuni di loro erano sposati e avevano figli. Non hanno esitato, anche con la loro pasta antifascista, a dire basta. BASTA col fascismo, con la guerra, con le stragi, con l’ingiustizia sociale, con lo sfruttamento di tanti da parte di pochi. Una serie di BASTA che dovremmo ripetere oggi con forza.

Edera, nel suo piccolo, tramite il negozio ma anche con tutte le attività sociali e culturali (lì c’è un banchetto informativo, se volete saperne di più!), prova a resistere ad un sistema economico iniquo; a contrastare lo spreco alimentare, a sovvertire le logiche capitaliste e un sistema agroalimentare dove conta solo il profitto, per riconoscere, invece, a chi coltiva la terra, il giusto valore del suo lavoro.
Proviamo a farlo mentre ci prendiamo cura delle relazioni, sperimentando l’autogestione e l’orizzontalità.

Sappiamo che non siamo sole, che altre collettività portano avanti altre lotte, ed è importante ricordarci che le lotte non possono e non devono escludersi. Perché non si può parlare di economie alternative senza parlare di trasformazione ecologica, di transfemminismo, di antispecismo, di riconversione industriale dal basso, di Palestina libera, di: ANTIFASCISMO.

E ora i ringraziamenti.

Grazie innanzitutto all’Istituto Cervi, che tiene viva la memoria dei sette fratelli. Ogni anno si tengono centinaia di Pastasciutte Antifasciste in tutta Italia! Unite dagli stessi valori, in una grande comunità.

Tutto quello che mangiamo e beviamo stasera rispecchia i valori che ci stanno a cuore, ed è stato preparato con amore da tanti volontari e volontarie, che si sono prodigate anche per recuperare e portare qui in piazza tutto il necessario, e per dare vita alla nostra Pastasciutta Antifascista. Sono un cinquantina le persone che hanno contribuito con il loro tempo e la loro energia a realizzare questo evento: un applauso va a loro!

E poi ringraziamo tutte le realtà che, in qualche modo, hanno contribuito a questa serata:

Richiedenti Terra

Ri*trovo, la biblioteca degli oggetti (è possibile organizzare un evento con centinaia di persone usando stoviglie riutilizzabili – grazie anche a voi che le avete portate da casa!)

ANPI del Trentino

Coordinamento NO CPR

Assemblea per la Palestina

Libreria Utopia

Libreria due punti

Trame Quartiere Artistico 

Poster No Global

ATAS ets

Cinema Mezzanotte

Trentino Solidale